LA STORIA
La soc. Alba 2000, costituita alla fine del secondo
millennio da Giancarlo Cuomo, ha radici che risalgono all’anno
1951. Il padre Domenico Cuomo, tornato dalla guerra dopo otto
anni di prigionia in Jugoslavia, lavorò per un quinquennio
come minatore alle dipendenze di un’impresa locale, nella
costruzione di varie gallerie nel salernitano.E’ chiamato
Ciccopeppe, un appellativo che ha ereditato dal padre Cuomo
Giuseppe (nonno degli attuali soci dell’Alba 2000), che
partecipò alla guerra del 1915-18 fra Italia ed Austria,
contro l’allora Imperatore Francesco Giuseppe, detto Cecco
Peppe. Al ritorno, tutti gli chiedevano di questo imperatore
come se l'avesse conosciuto di persona e da aloora incominciarono
a chiamarlo Ciccopeppe, .Domenico era un uomo che non amava
stare alle dipendenze degli altri, intraprendente nella giusta
misura e dotato di uno spirito di iniziativa non comune, nel
1951 decise che era giunto il momento di rendersi autonomo,
creando così la prima azienda.Erano anni difficili, lo
sviluppo si faceva strada fra mille difficoltà e bisognava
avere una buona dose di incoscienza per iniziare un’attività,
soprattutto non disponendo di grossa autonomia finanziaria.
La famiglia era in continuo aumento, aveva già quattro
figli (sarebbero poi diventati tredici in tutto) e non sarebbe
stato facile seguire quella strada.Comprò un motocompressore
con le attrezzature per la demolizione delle rocce ed un impianto
di frantumazione per la produzione dei materiali inerti e aprì
la prima cava a Furore, nei pressi dell’attuale cimitero.
Assunse alle dipendenze i suoi fratelli e degli amici furoresi
ed iniziò a coltivare la cava, demolendo la roccia e
frantumandola, producendo e vendendo gli inerti alle imprese
di costruzione della Costa d’Amalfi.Comprò la sua
prima auto, una Fiat 500C, detta “Topolino” e la
prima pala meccanica cingolata, prodotta dalla Fiat, considerato
che incominciava ad esserci più spazio nella cava e per
caricare il materiale sugli autocarri non bastavano più
le braccia dei dipendenti, perché si impiegava troppo
tempo.L’attività di sfruttamento delle cave allora
rendeva bene, era sulla cresta dell’onda e lo sviluppo
industriale in atto richiedeva sempre materiale, ma la cava
di Furore era giunta ai limiti, lo spazio autorizzato era già
stato sfruttato, bisognava trovare un altro sito.Era il 1960
e a Furore non fu più possibile ottenere l’autorizzazione
allo sfruttamento di una cava, ma nella vicina Agerola c’erano
diverse possibilità, bisognava approfittarne per continuare
a lavorare.Domenico, allora,prese in fittò
un terreno in località Carcara, frazione Bomerano di
Agerola e ottenuti i permessi necessari, iniziò lo sfruttamento
della nuova cava, comprando un impianto di frantumazione e una
pala meccanica e vista la forte richiestadi materiale inerti,si
rese conto ormai bisognava consegnarlo direttamente ai clienti,per
questo motivo comprò anche degli autocarri nuovi. Era
l’anno 1967 e lo spazio in concessione come cava a Bomerano
era quasi esaurito, bisognava trovarne un altro e ci riuscì
quasi subito, nella stessa Agerola, alla via Radicosa. Aprì
questa nuova cava comprando nuovi autocarri e pale meccaniche,
continuando lo sfruttamento di quel filone che ormai da quasi
20 anni gli permetteva di fare l’imprenditore con successo.

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Nel 1974 iniziarono i problemi,
La Regione Campania, ente locale da poco costituito (1970),
revocò l’autorizzazione concessa per lo sfruttamento
della cava, perché situata in zona di particolare pregio
ambientale e per Domenico furono problemi seri. Bisognava inventarsi
un’alternativa perché il filone dello sfruttamento
della cave era giunto al capolinea.Economicamente
fu un mezzo disastro, perché la chiusura della cava comportò
e non si capì mai perché, il sequestro delle attrezzature,
dall’impianto di frantumazione a tutto il resto, che allora
avevano un valore economico rilevante.Bisognava
inventarsi qualcosa per poter continuare a fare l’imprenditore
e allora Domenico pensò che comprare degli escavatori
per lavori di demolizione e sbancamento poteva essere la carta
vincente, abbinando degli autocarri per il trasporto dei materiali
di risulta a discarica.L’attività
fu diretta in quel filone e tutto andò bene, essendo
ben conosciuto in Costiera Amalfitana, poté affermarsi
senza problemi e continuare a svolgere l’attività
imprenditoriale. Costruì numerosi ascensori al servizio
degli alberghi locali e delle strutture turistiche, partecipò
alla costruzione della rete fognaria e dell’acquedotto
comunale di Furore, nel 1976, realizzando numerosi ed importanti
lotti e realizzò anche tratti di strade rotabili.Nel
frattempo i figli, che erano ben tredici, iniziavano a chiedere
spazio ed alcuni di loro decisero nel 1978 di crearsi delle
aziende autonome. Iniziò Giuseppe che costituì
dapprima una impresa individuale di autotrasporti e quando il
padre Domenico nel 1986 andò in pensione, fondò
una società in nome collettivo con i fratelli, ancora
oggi in attività, la Cuomo Giuseppe & Fratelli snc,
che dapprima seguendo le orme paterne, effettuava lavori di
sbancamento e demolizione e poi diresse la sua attività
nell’edilizia.Tutto il periodo dal
1988 al 1999 è stato caratterizzato dall’attività
della snc, che ha realizzato numerosi lavori nell’ambito
della Costa d’Amalfi, dalla metanizzazione dei Comuni
di Furore, Praiano, Conca dei Marini, parte dei Comuni di Minori,
Ravello, Tramonti e Maiori, all’allargamento della S.S.
163 tra i Comuni di Praiano e Positano.I
soci Andrea, Giancarlo e Giuseppe, figli di Domenico hanno caratterizzato
la loro attività con l’impegno costante, la serietà
e l’organizzazione aziendale, seguendo l’evolversi
del mercato del lavoro e decidendo, quando necessario, la diversificazione
dell’attività e dei servizi prodotti, dirigendo
in questi ultimi anni la loro attenzione sul mercato dell’edilizia,
tenendo presente che l’era dei grossi sbancamenti o demolizioni
in Costa d’Amalfi stava giustamente per ridimensionarsi.La
Costa d’Amalfi, oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO,
necessita di aziende al passo coi tempi. La normativa europea
sulla sicurezza aziendale, il continuo sviluppo delle norme
in materia del lavoro non possono essere ignorate, da qui la
necessita di un’organizzazione aziendale seria, concreta
e al passo coi tempi.Sono trascorsi ormai
oltre cinquant’anni dalla fondazione della prima azienda
da parte di Domenico Cuomo, ma la tradizione continua con impegno
immutato, nonostante le crescenti difficoltà del mercato
del lavoro, i fratelli Cuomo, oggi Alba 2000 srl, amministrata
da Giancarlo Cuomo, rappresentano una sicurezza, un’azienda
che si impegna a fornire servizi di qualità alla sua
clientela.

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